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Storia
 Coppelle del Monte Roccerè, risalenti a circa 2.500 anni fa Non ci sono resti in Valle Maira che documentino la presenza dell’uomo in epoca preistorica, se non le coppelle del Monte Roccerè a Roccabruna, mentre sono stati rinvenuti lapidi e oggetti che testimoniano la presenza dei Romani in questo territorio.
Dopo le invasioni barbariche, il primo documento ufficiale in cui è menzionata la Valle Maira è la carta di fondazione dell’Abbazia di Santa Maria di Caramagna del 1028: il Marchese cedette al monastero i territori che oggi corrispondono ai comuni di Acceglio, Prazzo, Stroppo, San Damiano Macra e Roccabruna.
Dopo essere stata governata da diversi feudatari locali, la Valle Maira entra a far parte del Marchesato di Saluzzo nel 1209. La Valle gode di una relativa autonomia e prosperità che si conclude, dopo varie vicissitudini, nel 1548 con l’estinguersi della dinastia dei Marchesi di Saluzzo e la conseguente annessione della Valle alla Francia. Il territorio è dunque interessato dal movimento calvinista e da tentativi di repressione. Lo stesso Carlo Emanuele I, duca di Savoia, con il pretesto di porre fine alle eresie si impadronisce del territorio nel 1588. Inizia così, con vani tentativi di opposizione, la dominazione sabauda. La valle viene coinvolta sia nella guerra di successione di Spagna che in quella d’Austria. Dopo il difficile secolo XVII, la Valle conosce un’importante ripresa agricola e demografica nel Settecento. Coinvolta nella guerra napoleonica e momentaneamente incorporata al Dipartimento della Stura, la Valle ritorna a far parte del territorio sabaudo nel 1815. L’Ottocento è un secolo di relativa prosperità, l’agricoltura inizia però a fine secolo a diventare insufficiente per soddisfare il fabbisogno della popolazione che continua ad aumentare e diventa così inevitabile l’emigrazione, elemento caratterizzante la storia della valle Maira nel XX secolo.
Oggi la Valle conosce una nuova rinascita, un lento ma significativo ripopolamento; l’economia è basata soprattutto sull’agricoltura, l’allevamento, l’artigianato e il turismo.
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