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Parrocchiale di San Giovanni Battista a Celle Macra
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Cenni storici
La chiesa parrocchiale di Celle Macra dedicata a San Giovanni Battista viene già citata in alcuni documenti del 1386, ma solo il campanile presenta le caratteristiche originali, mentre il resto della chiesa è stato completamente ricostruito tra il XVIII e il XIX secolo.
Esterno
La costruzione nella disposizione attuale venne definita su una base molto più antica. Il campanile, pur non essendo un prissimo esemplare di architettura romanica, ne conserva in complesso il carattere stilistico. La facciata esterna è completamente tinteggiata, con sopra il portale d'ingresso un dipinto del 1927 raffigurante il Battesimo di Cristo.
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Interno
L'interno presenta un'unica navata con ampio presbiterio e due cappelle laterali. Alle spalle del presbiterio è posto il prezioso polittico di Hans Clemer, commissionato nel 1496 dal parroco Giovanni Forneris di Piasco, morto nel 1503 e sepolto nel sepolcreto riservato ai parroci nel coro.
È diviso in cinque scomparti: nel centro la Vergine seduta, in atteggiamento di adorazione del Bambin Gesù che, adagiato sulle sue ginocchia, tiene in mano una pera giallo-dorata. Le fanno corona i santi Pietro e Paolo, San Giovanni Evagelista e San Giovanni Battista che presenta il committente a mani giunte.
Nella cimasa le mezze figure di San Lorenzo, Santo Stefano, Sant'Antonio abate, San Nicola e, al di sotto, nelle lunette San Sebastiano, San Michele, Santa Maria Maddalena e Santa Caterina da Alessandria con la ruota del martirio. Sopra il capo della Vergine, in due tondini è raffigurata l'Annunciazione. Attorno a un tondo a fondo rosso due angeli sostengono il monogramma JHS, diffuso da San Bernardino da Siena e allora molto in voga nelle chiese e sui portali delle case: purtroppo andato perduto.
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 San Lorenzo e Sant'Antonio abate
San Nicola da Bari e Santo Stefano
San Sebastiano, San Michele, Santa Maria Maddalena e Santa Caterina da Alessandria
Il polittico di Celle è il primo dipinto conosciuto di Hans Clemer. "Lo schema compositivo ancora di tradizione tardo-gotica, che isola ciascuna figura in un pannello dal fondo dorato, nulla toglie alla forte evidenza fisica dei personaggi. I santi si impongono per la loro massiccia struttura corporea, per il marcato realismo con cui sono trattati i corpi e i visi, per la notevole espressività dei volti e la varietà dei fisionomie". (Natalia Gozzano)
San Pietro, San Giovanni Battista col committente, San Paolo, San Giovanni Evagelista
Nella cappella laterale sinistra è posta una tela di Francesco Gonin che, fungendo da pala d'altare ha per molti anni nascosto, ma anche preservato, il polittico di Hans Clemer.
Altro dipinto di un certo rilievo è la pala del Rosario, databile fine XVII - inizio XVIII secolo. Interessante anche il tabernacolo di tipo rinascimentale a forma di tempietto poligonale e il fonte battesimale quattrocentesco, del tipo generalmente attribuito ai lapicidi di Pagliero, gli Zabreri.
Elaborazione e progetto: Prof.ssa Lea Carla Antonioletti - Can. Prof. Romano Allemano - Delegato per i Beni Culturali ed Ecclesiastici della Diocesi di Saluzzo. Coordinamento: Silvia Bellino. Testi: Simona Ghigo, Erio Giordano. Foto Enrico Collo.
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