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Elva (1637 m)
Sito internet:
www.vivaelva.it
web.afpdronero.it/comuni/elva/

Celata all’occhio del visitatore dalle scoscese montagne che la circondano, la conca pascoliva di Elva si apre dopo i tortuosi tornanti della via di Stroppo e gli strapiombi mozzafiato della strada del Vallone dell’Orrido, così detta a causa delle sue impressionanti gole e gallerie scavate nella roccia a inizio Novecento grazie all’interessamento di Giovanni Giolitti.
L’abitato di Elva colpisce subito per la rilevanza della sagoma del campanile della Chiesa parrocchiale in borgata Serre, e per le numerose borgate sparpagliate a destra e a sinistra della conca. In passato molti elvesi lasciarono questo paradiso in cerca di fortuna e alcuni si caratterizzarono con il mestiere dei “Caviè”: compravano i capelli delle donne che li crescevano con cura durante l’anno, li lavavano e separavano per taglio e colore e li vendevano per creare parrucche che venivano indossate in mezza Europa.
La popolazione rimasta oggi vive soprattutto di turismo, agricoltura, allevamento e produzione dei famosi formaggi del Caseificio cooperativo.

La conca di Elva, sopra l'imponente Vallone

La conca di Elva

Da non perdere

Parrocchiale Maria Vergine Assunta
In stile romanico, custodisce uno tra i più bei complessi pittorici della zona: la splendida crocifissione e i dipinti situati nel presbiterio attribuiti a Hans Clemer, pittore fiammingo che operò nel marchesato di Saluzzo e in Provenza fra la fine del XV secolo e l’inizio del XVI. Proprio per questa magnifica opera gli fu affibiato il soprannome di Maestro d’Elva. Di notevole bellezza anche il portale d’ingresso tardo-romanico con sculture, capitelli e tètes coupées e una bellissima Madonna con bambino nella lunetta sopra il portale e il campanile romanico.

La maestosa parrocchiale di Elva con i dipinti di Hans Clemer, il famoso maestro di Elva

Parrocchiale di Elva

Escursionismo

A Spass per lou viol
Praticabile sia a piedi, a cavallo che in mountain bike, lungo circa 30 chilometri con un tempo di percorrenza di circa otto ore; è possibile interrompere il giro in sei punti raggiungendo la borgata Serre. Questo itinerario si snoda attraverso le antiche mulattiere utilizzate in passato e collega tutte le borgate comune; lungo la passeggiata si possono scoprire le particolarità artistiche ed architettoniche tipiche dell’edificio montano, come la celebre “casa della meridiana” attualmente oggetto di un attento restauro e destinata a diventare un centro di documentazione sul mondo dei “Caviè”.

La strada dei cannoni Il suo nome evoca antichi combattimenti; fu infatti costruita da Carlo Emanuele III durante la guerra di successione d’Austria nel 1744, per poter transitare con le truppe sull’arco alpino in maniera più veloce e sicura. Il tracciato iniziava da Casteldelfino in valle Varaita, raggiunge il colle di Sampeyre, scendeva a Stroppo, risaliva verso Marmora attraverso il Colle dell’Encucetta fino al Colle del Mulo. Di qui raggiungeva il Vallone dell’Arma a Demonte e le Barricate di Pietraporzio in Valle Stura e il piano della Gardetta. La strada però non venne mai utilizzata in battaglia in quanto i combattimenti si svolsero intorno alla città di Cuneo. La parte alta divenne di uso civile, mentre il tratto dell’attraversamento del fiume Maira a Stroppo andò scomparendo con la costruzione delle nuove sedi stradali. Questa parte comprendeva anche una porzione di una mulattiera costruita dall’esercito napoleonico; prese il nome di “Strada Napoleonica” a causa della leggenda che sosteneva il passaggio su di essa dello stesso imperatore. Oggi questo tracciato è quasi scomparso; il nome della strada dei cannoni è invece associato alla carrareccia che venne costruita nel 1893 ad opera del Genio Militare sul crinale tra la Valle Maira e la Valle Varaita e che si estende dalla Colletta di Rossana fino al Colle della Bicocca tra la conca d’Elva e il vallone di Bellino. Fu trasformata in rotabile nel 1935 e ancora oggi è utilizzata dagli escursionisti e gli amanti della mountain bike; dal colle di Sampeyre si apre un punto panoramico eccezionale, con vista sugli alpeggi di Elva con i monti Chersogno e Pelvo e sul gruppo del Monviso.

Il Pelvo d'Elva e il Chersogno dal Colle della Bicocca

Il Pelvo e il Chersogno dal Colle della Bicocca

Manifestazioni

Festa patronale di San Pancrazio
terza domenica di maggio.
Giornata culturale seconda domenica di luglio.


Casa della Meridiana di Elva
La Casa della Meridiana di Elva



Eventi

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informazioni sulla pagina
Pubblicata il: 14/01/2008 - categoria: Comuni della Valle Maira - titolo: Elva - Ultima modifica: 14/01/2008 - visite: 19347
Descrizione: Il Comune di Elva

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